Funzione mediante la quale le esperienze vengono ritenute e riportate nuovamente alla coscienza.
La memoria si fonda su molteplici funzioni cognitive (stato di coscienza, attenzione e concentrazione, ecc.), ma è di particolare importanza anche la relazione con l’affettività (come dimostra il meccanismo della rimozione).
Rappresenta il presupposto per le percezioni riconoscibili e l’apprendimento e, da questo punto di vista, è una delle basi dell’intelligenza.
I tempi dell’attività mnesica comprendono:
- fissazione o codifica (encoding): capacità di apprendere e di aggiungere ulteriori elementi al serbatoio della memoria (traccia mnesica ed elaborazione iniziale dell’informazione);
- archiviazione (storage): capacità di consolidamento delle informazioni nell’archivio delle conoscenze permanenti, che in determinate situazioni possono essere richiamate alla coscienza;
- rievocazione (retrieval): capacità di riportare alla coscienza, in un dato momento, materiale mnemonico già archiviato.
Per quanto riguarda i tipi di memoria, classicamente si distinguono:
- memoria primaria (o a breve termine): capacità di apprendere e conservare il dato in un archivio momentaneo e di rievocarlo in un lasso di tempo di pochi minuti dopo l’apprendimento;
- secondaria (o a lungo termine): capacità di mantenere a lungo (mesi e anni) il dato mestico e di consentirne la rievocazione.
Già in condizioni normali la memoria può presentare limiti e oscillazioni.
A) ALTERAZIONI QUANTITATIVE
In base all’entità, sono distinte in globali o generalizzate (sono interessati tutti i ricordi) e selettive (riguardano specificatamente un certo ambito).
In base alla durata, sono classificate in permanenti e transitorie.
A.1 AUMENTO DELLA MEMORIA
Gli aumenti della memoria o ipermnesie possono distinguersi in:
- permanenti: di natura non patologica, riguardano persone particolarmente dotate sul piano mnemonico-intellettivo; talora interessano specifici ambiti (memoria per i nomi, le date, i numeri, ecc.);
- transitorie: sono per lo più connesse a particolari stati emotivi (situazioni catastrofiche, stati crepuscolari) o si rilevano, saltuariamente, negli stati ipomaniacali.
A.2 DIMINUZIONE DELLA MEMORIA
Le ipomnesie-amnesie rappresentano la riduzione o la perdita delle capacità mnesiche e sono distinte, in base all’eziologia, in organiche e affettive.
1. Amnesie organiche: sono causate da lesioni cerebrali di vario tipo (degenerative, infiammatorie, metaboliche, traumatiche, tossiche) e possono essere:
-
- anterograde (deficit di fissazione): riguardano gli avvenimenti verificatisi dopo l’evento patogeno, con conservazione dei vecchi ricordi;
- retrograde (deficit di rievocazione): riguardano gli avvenimenti vissuti precedentemente l’evento patogeno (possono essere globali o lacunari);
- retro-anterograde: associazione di entrambe le condizioni.
2. Amnesie affettive: sono diminuzioni o perdite della memoria correlate a particolari situazioni affettive; l’esistenza di tale correlazione è suffragata dal fatto che la “debolezza della memoria” è frequente nella depressione o anche negli stati d’ansia generalizzata. In quest’ambito si distinguono i seguenti disturbi.
- Dimenticanza selettiva (o sistematizzata): consiste nel confinamento nell’inconscio e quindi nella cancellazione di tutti i ricordi riguardanti determinati fatti o persone, in relazione alla loro particolare pregnanza emotiva, che ne impedisce il mantenimento a livello dello stato di coscienza (sostanzialmente si identifica con il meccanismo di difesa della rimozione).
- Falsificazione mnemonica: costruzione immaginaria, frequente nei bambini e negli adolescenti, realizzata per una particolare necessità emotiva (per esempio, rendersi interessante o giustificarsi). Questa via di mezzo rispetto alla bugia vera e propria può giungere alla pseudologia fantastica, in cui il soggetto arricchisce il proprio racconto di dettagli articolati, apparentemente credibili, ma non rispondenti a verità, al punto da non essere più cosciente della realtà o dell’irrealtà.
B) ALTERAZIONI QUALITATIVE
Si tratta di disturbi in cui i ricordi vengono deformati, interpretati ed elaborati in maniera abnorme; si verificano sia in condizioni normali (soprattutto in relazione a stati di particolare stress psicofisico) sia in diverse situazioni psicopatologiche, generalmente in relazione al tono affettivo (disturbi dell’umore) o ad alterazioni della coscienza soggettiva (condizioni di derealizzazione) o a una produzione delirante (deformazione del ricordo in sintonia con il delirio). Sono anche chiamate paramnesie e comprendono i seguenti disturbi.
- Allomnesie: “illusioni della memoria” con deformazioni di engrammi realmente fissati che portano alla percezione di ricordi incompleti, distorti o falsati.
- Pseudomnesie: “allucinazioni della memoria”, distinte in:
- Falsi riconoscimenti: si tratta di un’alterazione dell’affettività associata alla memoria, per cui il soggetto riconosce come familiare o ricorda una situazione mai vissuta (dèja vu, dèja veçu, déja entendu) oppure vive l’esperienza esattamente opposta (jamais vu, jamais vécu, jamais entendu). Possono essere presenti, come le allomnesie, in condizioni fisiologiche (intensa stanchezza o particolare stress) oppure manifestarsi in condizioni morbose, talora di natura organica (per esempio, l’epilessia del lobo temporale).
- Falsi ricordi (confabulazioni): produzioni compensatorie di fatti immaginari e fantastici in soggetti con deficit mnesici; sono racconti improvvisati che mascherano il disturbo della memoria del paziente, che sostituisce ai ricordi perduti dei falsi ricordi o ricostruzioni attuali di fatti realmente vissuti. In genere, soprattutto nelle forme organiche, sono mantenuti per poco tempo e quindi cangianti di volta in volta.
- Criptomnesie: è “il non rendersi conto che si sta ricordando”, in quanto il ricordo perde il suo carattere mnesico specifico e viene esposto come qualcosa di nuovo o originale (disturbo psicogeno della memoria).

