La condizione di rialzo timico, secondo gli attuali sistemi classificatori, può presentarsi con diverse gradualità:
- mania vera e propria (l’episodio maniacale propriamente detto caratterizza il disturbo bipolare I): il quadro clinico determina compromissione marcata nel funzionamento lavorativo o nelle attività sociali usuali o nelle relazioni con gli altri, anche per la possibile presenza di manifestazioni psicotiche.
- ipomania (presente nel disturbo bipolare II e nella ciclotimia): si tratta di un quadro maniacale di più lieve entità in cui l’attività psicomotoria presenta un incremento generalizzato, ma ancora finalizzato (non si giunge mai all’iperaffaccendamento afinalistico) e “l’episodio non è abbastanza grave da provocare una marcata compromissione in ambito lavorativo o sociale, o da richiedere l’ospedalizzazione, e non sono presenti manifestazioni psicotiche” (DSM-IV-TR).
Una categoria particolare è rappresentata dalla cosiddetta “ipomania unipolare”, una condizione di lieve eccitazione, che si manifesta con innalzamento del tono dell’umore e iperattività: la persona è esuberante, estroversa, entusiasta, di buon umore, piena di iniziative, sicura di sé, con particolare facilità alle relazioni interpersonali. Si tratta sostanzialmente di una situazione “parafisiologica”, talora funzionale a un certo ruolo professionale o sociale, da alcuni autori considerata una “malattia terapeutica”.
Quando questa condizione è stabile, nel senso che caratterizza la struttura di personalità del soggetto, si parla anche di “temperamento ipertimico”: il tono dell’umore è orientato verso il polo positivo in modo persistente e la persona appare particolarmente energica, espansiva, brillante, estroversa, autoaffermativa, sicura; colpisce per la particolare resistenza alla fatica e il ridotto bisogno di sonno. Secondo alcuni studiosi, il temperamento ipertimico può predisporre a più o meno brevi episodi depressivi o rappresentare una stabile difesa contro il rischio depressivo: “L’individuo con personalità ipomaniacale è manifestatamene allegro, molto socievole, modello ideale per gli altri, molto impegnato nel lavoro, leggero nelle relazioni e disinvolto, mentre nascostamente si sente in colpa per la propria aggressività verso gli altri, è incapace di stare da solo, è poco empatico, incapace di amare, corruttibile, e privo di un approccio sistematico nel suo stile cognitivo” (Akhtar, 1992).
Un’altra categoria è quella della “ipomania farmacoindotta”, un quadro clinico determinato da un agente farmacologico: sono chiamati in causa sostanze psicoattive di tipo euforizzante, come gli amfetaminici o la cocaina, sia i trattamenti antidepressivi inappropriati o non sufficientemente modulati o monitorati sia altri composti farmacologici in grado di interferire con i circuiti neurotrasmettitoriali, come i cortisonici.

