Il delirio di gelosia
Nel delirio di gelosia, il soggetto, tormentato da una sospettosità patologica, è sicuro del tradimento del partner e nulla, assolutamente nulla, può servire per convincerlo del contrario. Interpreta gesti ed eventi banali come “prove sicure” d’infedeltà che giustificano e sorreggono il suo delirio. Sovente esiste una notevole carica aggressiva, che può sfociare in agiti violenti nei confronti del partner, fino alla sua soppressione fisica.
Alla base del delirio di gelosia possiamo ritrovare due meccanismi di difesa fondamentalmente:
- la proiezione: vissuti di inferiorità e di inadeguatezza vengono proiettati sul partner; accusandolo d’infedeltà, il soggetto trova una soluzione al proprio umiliante disappunto;
- la razionalizzazione: il delirio di gelosia sarebbe un tentativo di ricostruzione razionalizzata di un odio verso l’altro, incapace di esprimersi altrimenti.
Il delirio di gelosia solitamente si configura come un delirio interpretativo lucido, sistematizzato: da questo punto di vista rappresenta, secondo il DSM-IV-TR, uno dei possibili tipi del disturbo delirante, caratterizzato da “deliri non bizzarri (…) che durano almeno un mese” e da un funzionamento che “non risulta compromesso in modo rilevante”.
Può rappresentare l’esito di parecchi anni di abuso alcolico e, in questo caso, interessa quasi esclusivamente individui di sesso maschile. Il ruolo giocato dall’alcolismo nella comparsa di questa affezione psichiatrica è stato molto discusso e non è tuttora chiarito. «Nel decorso dell’etilismo cronico esiste sempre una fase in cui il desiderio sessuale non è del tutto scomparso. E’ probabile allora che la frustrazione creata da crisi d’impotenza scateni dei sentimenti d’inferiorità che l’etilista non può accettare, così come non può sopportare la consapevolezza del grado di “abbruttimento” a cui è giunto in famiglia e nel lavoro. Tali complessi d’inferiorità rappresentano la molla da cui, lentamente e sistematicamente, può scaturire un vero e proprio delirio di gelosia che per l’etilista assume il significato di una “‘via d’uscita”» (Furlan e Picci, 1990). Come dice Bleuler, egli “trova per sé una completa assoluzione e il riscatto sul piano morale”.
La correlazione tra alcolismo e delirio di gelosia era già stata evidenziata da Freud (1910): “E’ ben comprensibile l’importanza dell’etilismo in questi fatti patologici. E’ noto che l’alcool sopprime le inibizioni e annulla le sublimazioni”.

