Aggressività e violenza
La difficoltà di una definizione dell’aggressività deriva dalla molteplicità ed eterogeneità delle sue manifestazioni: da questo punto di vista è stato affermato che essa è, prima di tutto, un costrutto “che nasce dal ricondurre a unità, per motivi di praticità descrittiva, elementi diversi e differenziati che regolano e orientano quelle articolate espressioni psico-motorie che complessivamente vengono indicate, appunto, con il termine aggressività” (Masala, Preti e Petretto, 2002).
Nel senso comune il termine “aggressività” è sovente confuso con quello di “violenza”. In realtà, “aggredire” deriva dal latino ad-gradi ed etimologicamente ha il significato di “andare incontro”, “camminare verso”: ha quindi come significato originario quello di slancio, pulsione, avvicinandosi al concetto di élan vital di bergsoniana memoria, senza il quale l’essere umano non potrebbe realizzare alcuna forma di progressione e crescita; anche in lingua inglese il termine aggressiveness indica una pulsione che non ha connotazioni di ostilità, ma significa “spirito d’iniziativa”, “energia vitale”.
Solo successivamente il termine ha assunto il senso di “andare verso qualcuno per assalire”; ecco che l’aggressività viene intesa allora come una “tendenza che può essere presente in ogni comportamento e in ogni fantasia, volta all’etero- o all’autodistruzione, o all’autoaffermazione” (Galimberti, 1999).
Al contrario la violenza racchiude in sé, anche in senso etimologico, un significato fortemente negativo, indicando in generale un atto finalizzato al danno altrui, soprattutto quando la vittima si trova in condizioni di inferiorità; il termine, dal latino violentus contiene la radice vis, che significa “forza”, “vigore”, “prepotenza”, e la terminazione -ulentus, che connota qualcosa di eccessivo.
Una definizione unitaria accettabile e condivisibile di aggressività non è ancora stata raggiunta, per cui numerosi autori propongono di evitare sia i rischi di una delimitazione categorica rigida e a priori, ma anche quelli di una superficiale condivisione intuitiva del termine, consigliando di mantenere un significato aperto, flessibile e variabile in funzione delle sue molteplici dimensioni, contesti e usi possibili (Masala, Preti e Petretto, 2002).
Ogni definizione risulta, infatti, fortemente dipendente dagli orientamenti teorici e dalla cultura di appartenenza. E l’elemento culturale rappresenta uno degli aspetti di maggiore rilevanza, in quanto l’aggressività umana risente dell’approvazione o della riprovazione sociale dipendenti dalla cultura dominante.

