Amnesia organica e confabulazioni
Nelle sindromi psicorganiche con lesioni cerebrali diffuse la perdita della memoria si manifesta secondo la legge di Ribot, con deficit mnesico inizialmente limitato alla memoria di fissazione, mentre i ricordi lontani sono interessati solo in un secondo tempo.
Il soggetto perde, in un primo tempo, la capacità di fissare dati e di ricordare avvenimenti vissuti anche poco tempo prima: nelle forme più gravi, l’associazione del disorientamento temporo-spaziale e situazionale “riduce il soggetto a vivere nell’hic et nunc, perdendo egli la possibilità d’integrare cronologicamente gli avvenimenti (…). A questa impossibilità, classicamente descritta, di memorizzare il presente, di solito si associa anche un’amnesia del passato (amnesia anterograda) per cui il paziente perde il senso dell’identità (…) ma raramente in maniera completa. Il paziente presenta lacune mnesiche su cui “galleggiano” frammenti isolati di ricordi. Può mostrare dei vuoti nella sua capacità di ricordare eventi emozionalmente significativi, e al contrario essere capace di rammentare fatti banali o che non lo riguardano direttamente” (Furlan e Picci, 1990).
Ai vuoti mnesici il malato sopperisce con le confabulazioni, il cui contenuto è spesso correlato a esperienze significative per il paziente (vicende professionali, affettive, ecc.). Esse possono comparire mentre il paziente viene interrogato (confabulazioni di compenso) o far parte di un’elaborazione spontanea (confabulazioni spontanee). In genere sono cangianti, per cui possono essere rivelate ponendo al paziente la stessa domanda in momenti successivi.
E’ questa la situazione tipica della sindrome di Korsakoff, dal nome del medico russo che per primo trattò delle turbe della memoria associate a disturbi della psicomotricità e della sensibilità agli arti in pazienti alcolisti. In alcuni studi pubblicati tra il 1887 e il 1891, egli descriveva questi due aspetti, apparentemente lontani tra di loro, come facenti parte della stessa malattia, donde il nome di “psicosi polinevritica”, indicata poi anche con il nome di “psicosi confabulatoria amnesica”.
Lo stesso Sergej Sergeivich Korsakoff osservò successivamente che non si trattava di un disturbo specifico dell’alcolismo, potendo rappresentare la complicanza di altre affezioni e traumi cerebrali.

